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Energie rinnovabili
“Manca una strategia per il Paese” parla Antonio Abbattista, responsabile Provinciale dell’Unione Installazione e Impianti della CNA di Corato.
11/05/2006


Foto: Logo Cna
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La Redazione  

L’introduzione del cosiddetto “conto energia”, che incentiva la produzione di energia elettrica prodotta dal sole ( fotovoltaico) è stata accolta con entusiasmo da migliaia di cittadini ed imprese. Oltre 25 mila sono state le domande presentate al Gestore della rete (GRTN) incaricato di attuare e di erogare gli incentivi.

Siamo andati ben oltre i limiti posti dal Ministro con il suo ultimo decreto del febbraio scorso – dice Antonio Abbattista responsabile Provinciale dell’Unione Installazione e Impianti della CNA. –Abbiamo già infatti esaurito la potenzialità prevista fino al 2012 che era di 500 MW. Se pensiamo infatti che le domande ammesse potranno arrivare al considerevole numero di 20 mila, il numero di MW di cui si chiede l’installazione non dovrebbe essere inferiore a 650.

Una potenza fotovoltaica che sarebbe in grado di produrre energia elettrica al pari di una centrale termoelettrica di circa 140 MW.

Ma da dove arrivano i fondi necessari all’incentivazione? E perché il Governo italiano ha imposto limiti così bassi? Occorre dire che le risorse finanziarie per sostenere il conto energia sono pagate da tutti i cittadini quando onorano la bolletta energetica che alla voce A3 “fonti rinnovabili” contempla un contributo sostanzioso pari ad esempio a 36 € per ogni 1000 pagati annualmente. Una cifra consistente che dal 1992 ad oggi ha consentito di destinare a questa voce circa 30 miliardi di €.

Purtroppo però solo il 20% di questa somma è stata destinata ad incentivare le fonti rinnovabili, soprattutto idroelettriche, mentre il restante 80% , circa 24 miliardi di €, è servito a finanziare le cosiddette fonti assimilate, intendendo per tali la cogenerazione e l’utilizzo di calore derivante da altre attività come ad esempio l’incenerimento di scarti di lavorazione. Il risultato è quindi sotto gli occhi di tutti e fa dell’Italia, paese del sole per antonomasia, una delle nazioni che meno di altre hanno incentivato la produzione di energia dal sole, con ciò limitando fortemente anche la possibilità di sviluppo di un intero settore produttivo e dei servizi che oggi deve fare i conti con una strategia che non c’è e con regole che non sono in grado di fornire quelle certezze di cui necessiterebbe qualsiasi settore economico e produttivo per programmare il proprio sviluppo. Per il fotovoltaico dobbiamo raggiungere il numero di MW prodotti dalla Germania – ha affermato recentemente Romano Prodi - . Ci auguriamo che anche questo impegno venga mantenuto al più presto dal nuovo Governo”.


   
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