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mercoledì 10 marzo 2010 - 10.04
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Itinerari turistici
Itinerari Turistici
CENTRO ANTICO DI CORATO
1° Tappa: Palazzo di Città
Palazzo di città
chiostro del Palazzo di città
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pietre miliari della via Traiana
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Teatro Comunale
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L’itinerario ha inizio dal PALAZZO DI CITTÀ, ex convento francescano di San Cataldo. È stato fatto edificare nel 1506 dai Minori Osservanti accanto ad una preesistente chiesa dello stesso nome che sorgeva sul luogo di una miracolosa apparizione del santo avvenuta nel 1483 all’epoca di una tragica pestilenza. Adibito a sede del Municipio nel 1887, l’ex convento è stato restaurato nel 1968.
Nel chiostro, caratterizzato da archi ogivali tardo gotici, sono conservate alcune pietre miliari che si trovavano ai lati della via Traiana.
Realizzata per volontà dell’ imperatore Traiano nel 109 d.C.., questa importante strada romana collegò più agevolmente Benevento con Brindisi. Sulle pietre miliari è indicato il nome dell’imperatore che aveva fatto costruire la strada, e la distanza dal punto d’inizio della strada stessa.
Il territorio di Corato, dunque, era attraversato dalla via Traiana che, dopo aver oltrepassato la contrada del Quadrone, si dirigeva verso la contrada di lago Martino e la zona di Santa Lucia, per volgersi poi verso Ruvo.
Al primo piano del Palazzo di Città, accanto alla Sala Consiliare, si può osservare la Madonna del Latte, scultura datata al 1540 e attribuita a Paolo da Cassano, proveniente probabilmente dalla cappella destra della Chiesa Matrice, e il medaglione in pietra raffigurante uno dei fratelli De Franza, proprietari del palazzo ducale che sorgeva in Piazza di Vagno, abbattuto poi nel 1922.
In sala Giunta è collocato l’affresco raffigurante la Deposizione, opera di chiara influenza ferrarese attribuibile alla fine del 1400 o ai primi decenni del 1500.
Alle spalle del Comune si erge il Teatro Comunale inaugurato nel 1874.
2° Tappa: Chiesa Matrice
Chiesa Matrice
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Proseguendo lungo via Duomo, si incontra la CHIESA MATRICE che sorge sulle rovine di un tempietto pagano.
Eretta nel XIII sec., è stata in parte trasformata nella sua architettura originaria, come si desume dalla facciata. Infatti, sia i due ovoli che si aprono sul portale che il timpano, sono in tufo piuttosto che in pietra. Questo rifacimento risale al 1863, quando fu innalzata la navata centrale per creare maggiore luminosità all’interno. In seguito ai lavori eseguiti dalla fine del 1800 alla metà del 1900, la Chiesa Matrice ha assunto il volto attuale. Integralmente conservato è il portale, nella cui lunetta è rappresentato Cristo al centro tra la Madonna e S. Pietro. Il campanile, tipicamente trecentesco, è una torre quadrata divisa in quattro piani con bifore e trifore.
All’interno, la chiesa presenta una pianta regolare con navata centrale che ha copertura a capriate, e due navate laterali con volta a botte, in fondo alle quali vi sono due cappelle absidate: dalla cappella destra, dedicata alla Madonna del Carmine, proviene la Madonna del Latte conservata nel Comune.
Nella navata sinistra si può osservare l’affresco della Madonna di Costantinopoli, meglio noto come Z.T., dalle iniziali dell’autore attivo in terra di Bari tra il 1500 e il 1539.
Nello scomparto centrale è rappresentata la Madonna con Bambino, alle cui spalle si nota uno spazio occupato da una tenda e da un paesaggio nordico. Negli scomparti laterali, due santi in piedi, di cui uno con paramenti da vescovo. Nella lunetta superiore è rappresentata la Trinità: Dio in trono regge la croce su cui è poggiata la colomba dello Spirito Santo. Nei terminali del Braccio orizzontale della croce sono raffigurati S. Pietro e San Paolo.
Nella chiesa si custodiscono le reliquie e la statua in argento di san Cataldo, protettore della città.
3° Tappa: Palazzo Gentile
Palazzo Gentile
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Alle spalle della Chiesa Matrice, su via Gentile, si può notare PALAZZO GENTILE appartenuto alla famiglia dei Griffi, come è confermato dallo stemma rappresentante un grifo e che reca la data del 1559. Dal portale, tipicamente rinascimentale, si accede in un atrio sul quale si affaccia una loggia che prende luce dal cortile.
4° Tappa: Palazzo Catalano
Statua bronzea di Matteo Renato Imbriani
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Lungo via Roma si affaccia PALAZZO CATALANO, così detto dal nome del fondatore, Antonius Catalanus, di professione fabbro, che lo eresse nel 1598 come si legge nell’iscrizione parzialmente visibile al di sopra del secondo piano.
Interessante è la decorazione scultorea dello spigolo consistente in mascheroni con occhi sbarrati e bocca aperta, putti e busti. Sulla cornice marcapiano il fregio rappresenta una movimentata scena di caccia di gusto spiccatamente popolare.
Via Roma sfocia in piazza Sedile, un tempo adibita a foro cittadino (‘u segg). La piazza era retrostante il castello, che sorgeva dove attualmente è Palazzo Gioia, eretto nel 1800.
Si esce poi in Piazza Plebiscito dove si innalza la statua bronzea di Matteo Renato Imbriani, politico insigne che si è battuto per la realizzazione dell’acquedotto Pugliese.
5° Tappa: Palazzo De Mattis
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Proseguendo su via Roma si può ammirare PALAZZO DE MATTIS, detto in dialetto ‘u palazz de re pète pezzute per il tipico bugnato a punta di diamante che riveste il piano nobile e che inquadra il maestoso portale. La costruzione è di chiara influenza ferrarese: inevitabile il confronto con il Palazzo dei Diamanti di Ferrara; il che non è casuale considerato il dominio politico esercitato da Lucrezia Borgia che, divenuta duchessa di Ferrara, si occupò del ducato di Quadrata e Biselli (di Corato e Bisceglie). Il Palazzo de Mattis, eretto nel 1579, è appartenuto alla famiglia dei Patroni Griffi, come si desume dallo stemma ad angolo.
5° Tappa: Arco di S. Michele, Palazzo Nuovo e la Chiesa del Monte di Pietà
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Percorrendo sempre via Roma, dopo aver oltrepassato L’ARCO DI SAN MICHELE, uno degli innumerevoli archi che si incontrano nel centro storico, si giunge in piazza di Vagno dove si possono osservare altre testimonianze rinascimentali come l’elegante balconcino in pietra, e, su via Monte di Pietà, il portale inquadrato da una cornice decorata con rosette, mentre negli stipiti vi sono elementi floreali e coppie di delfini.
In questa piazza sorgeva PALAZZO NUOVO E LA CHIESA DEL MONTE DI PIETÀ, abbattuti entrambi nel 1922 per l’innalzamento della falda freatica.
La vicenda di questo immane disastro ha ispirato il noto poeta dialettale coratino Cataldo Mastromauro che, nell’ottobre del 1922 ha pubblicato una canzone popolare nella quale rievoca, con tono ironico, il tragico evento …ma la dì du primo maggie/mentr’ a la chiazz si vennaje u firmaggie/s’avjie spinzate u sottosuol/scuffuò la case ‘o Polvaiuole…
Le rare foto dell’epoca mostrano un palazzo a tre piani, rivestito da bugnato a punta di diamante, il cui portale fu smontato in occasione della demolizione del palazzo. Rimane un medaglione conservato al Comune.
Il palazzo, il cui proprietario era il vinaio Giuseppe Nuovo soprannominato il polvaiolo, era chiamato Palazzo Nuovo, Palazzo De Franza, dal nome dei proprietari, ma anche dei senza coppola in quanto nel portone trovavano rifugio i poveri del paese.
6° Tappa: Chiesa di S. Benedetto
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Proseguendo su via Monte di Pietà, si giunge in via san Benedetto dove sorge la chiesa omonima eretta accanto ad una delle principali porte della città, Porta Vecchia, denominata poi delle monache vecchie proprio perché, annessa alla CHIESA DI SAN BENEDETTO, sorgeva il Monastero della SS. Annunziata dove risiedevano le suore della congregazione Celestina delle Benedettine.


continua

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