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venerdì 10 settembre 2010 - 22.05
ViviCorato
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Scopri la Città
Corato nella Storia
La Storia di Corato
 

Le origini della città

Al di là delle suggestive leggende e racconti popolari sulle origini della nostra città, fonti più accreditate indicano che nell’Alto Medio Evo, precedente il 1000, nel territorio delle antichissime Canusium e Rubi si era costituita una contrada costellata da piccoli insediamenti rurali e da casali.
Documenti storici fanno ipotizzare che nel luogo dove poi sorse Corato, si trovasse una “mansio budae”. Il termine Buda (da cui il genitivo budae) è assolutamente oscuro: potrebbe essere il nome della contrada agricola locale o il nome del proprietario della stazione di cavalli (mansio) e di una delle osterie che rifocillavano i viaggiatori di cui Orazio scrive nelle satire V, descrivendo il suo viaggio da Roma a Brindisi.
Tra le ipotesi più credibili, è proprio il territorio circostante la mansio budae, ad essere chiamato in età bizantina, Coretum (dal greco chore= territorio e in senso più ristretto villaggio, borgo) a indicare il più importante casale all’interno della contrada abitata.
Tuttavia, la fondazione di Coretum si attesta nel 1046, come documentato all’interno del poema epico-storico del maggiore cantore delle gesta dei Normanni, Guglielmo Appulo, “De rebus normannorum” o “Res gestae Roberti Viscardi”:
“Pietro fondò Andria, e poi fabbricò Corato, Bisceglie, Barletta edificò sulla riva del mare.
Ad essere precisi però, non si tratta di una vera fondazione. Il borgo casale Coretum è infatti sorto molto prima del 1046.
Più verosimilmente, nel poema viene fatto riferimento alla costruzione ad opera di Pietro il Normanno (fratello del conte Drogone, dominatore di Trani e di Venosa) delle mura che cingevano il territorio dove abitava la popolazione rurale.


Guerriero Normanno

Ma è proprio con la costruzione delle mura che ha inizio la storia di Corato.
Una storia forse minore, ma non priva di onore. Una storia costellata da lotte, miserie, epidemie ma anche di momenti di benessere e tranquillità: Coretum infatti, ha goduto degli influssi positivi del porto di Trani, importante crocevia di navi provenienti da Venezia ma soprattutto dall’impero bizantino.


continua

Le Origini del Nome

Nel frattempo in Europa e in Italia...
Intorno all’anno Mille la diminuzione delle guerre e la fine delle invasioni degli Ungari e degli Slavi contribuirono a ridurre la mortalità e le epidemie, che avevano provocato veri stragi tra le popolazioni europee.
Tra l’800 e il 1200 nasceva e si affermava la società feudale, retta, nella sostanza, su di una netta separazione tra i dominatori, i signori, e la massa dei contadini sottoposti, costretti a lavorare e a consegnare gran parte dei loro prodotti e coloro che detenevano il potere.
Tra il 950 e il 1100, i Normanni (gli uomini del Nord, detti anche vichinghi) si stabilirono in Francia, Inghilterra e, sotto la guida di Roberto il Guiscardo, in Italia meridionale.
Nelle campagne europee ci fu una generale ripresa dell’attività agricola con grandi opere di dissossamento dei terreni. Questa ripresa è stata definita dagli storici Rivoluzione agraria dell’anno Mille, in seguito alla quale ci fu un aumento considerevole della popolazione europea.
A partire dal 1080 nell’Italia centro-settentrionale cominciò a comparire una nuova forma di organizzazione sociale: il Comune. Il mercante e il banchiere furono il simbolo della civiltà comunale. Nascono le prime Università.
Nell’epoca comunale si svilupparono due nuovi stili architettonici: il romanico e il gotico.
Alcune città italiane – Amalfi, Pisa, Genova, Venezia – furono le protagoniste delle prime imprese e dei primi traffici su lunghe distanze, tra Europa e Oriente.
Nel 1095 il papa Urbano II rivolgeva a tutti gli uomini cristiani e lanciava l’idea di una spedizione armata – La Crociata – verso la Terrasanta, per liberare il sepolcro di Cristo.
Nel 1076 si accese una violentissima lotta tra l’imperatore Enrico IV di Germania e il Papa Gregorio VII, ricordata come lotta per le investiture e conclusasi con il Concordato di Worms del 1122, un accordo di compromesso con cui l’imperatore Enrico V e il pontefice Callisto II stabilivano che l’investitura religiosa del vescovo spettava al papa, quella feudale all’imperatore.
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